Aveva accusato ingiustamente un medico, condannato figlio di un paziente

Aveva accusato ingiustamente un medico, condannato figlio di un paziente

Condannato a due anni e due mesi per calunnia e diffamazione. Aveva accusato ingiustamente un medico di condotte deontologicamente scorrette, oltre che di turpiloquio.
Aveva accusato ingiustamente un medico di non aver assistito degnamente il padre malato. Il giudice monocratico del Tribunale di Lecce ha condannato a due anni e due mesi un 60enne della Provincia di Lecce per il reato di calunnia e diffamazione. Assolti, invece, dalla stessa ipotesi di reato, il fratello e la sorella del condannato.

La vicenda, secondo quanto riportato dal Corriere Salentino, risale al gennaio del 2012. Secondo l’accusa gli imputati avevano segnalato una serie di presunte condotte deontologicamente scorrette da parte del medico. Il tutto mediante una missiva indirizzata a vari organi, tra cui l’Azienda sanitaria locale del capoluogo di provincia salentino.
Più specificamente i tre fratelli contestavano al camice bianco il fatto di non aver svolto adeguate visite al padre, successivamente defunto. Il medico, inoltre, avrebbe usato il turpiloquio rivolgendosi sia al paziente che ai parenti. Questi, quindi, chiedevano l’adozione di provvedimenti disciplinari da parte degli organi sanitari competenti nei confronti del professionista.
Ma il medico, all’epoca Dirigente del Reparto di Geriatria dell’Ospedale di Copertino, ritenendo di aver sempre operato correttamente, decise di denunciarli per calunnia e diffamazione.
Anch’egli, tuttavia, finì sotto processo. I familiari del paziente decisero di denunciarlo, a loro volta, per utilizzo indebito della cartella clinica del padre. Questa infatti era stata allegata alla querela nei loro confronti. Il camice bianco rispondeva quindi di trattamento illecito di dati personali. Anche’egli è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.