Caso Cloe, medici assolti per non avere commesso il fatto

Caso Cloe, medici assolti per non avere commesso il fatto

Dopo 4 anni si conclude nelle aule del Tribunale la vicenda della piccola Cloe Grano morta a soli 4 mesi a causa di una invaginazione intestinale. Per il giudice i medici non hanno colpa

COSENZA – Stamane dalle dieci e fino a mezzogiorno la difesa dei due imputati ha discusso davanti al Giudice nell’aula tredici del Tribunale di Cosenza a porte chiuse per l’assoluzione di Gaetano Pugliese (difeso da avvocato Vincenzo Belvedere) Maria Raffaella Aceti (difesa dall’avvocato Piro) e Roberto De Rose (difeso dall’avvocato Nicola Carratelli). Per tre medici cosentini nell’aprile 2017 il Gup Branda ne dispose l’imputazione coatta. In quell’occasione si dispose l’archiviazione invece per i medici Rosanna Camodeca, Luigi Carpino e Sofia Cristiani.

Un processo sofferto da parte dei genitori della bimba che non si sono arresi fino alla fine. Lo scorso 13 settembre la perizia super partes chiesta dal Gup confermò che i tre imputati non avevano avuto colpe sull’evento morte. I tre periti, sulla perizia affidata proprio dal Gup, ribadirono che dal 16 in poi, periodo che riguarda i tre odierni imputati, la bimba essendo già in stato comatoso in ospedale, non aveva alcuna chance per recuperare questo suo stato. Quindi qualunque cosa avrebbero fatto i tre medici certamente non sarebbe stata utile per salvare la vita. Oggi le discussioni e la sentenza di assoluzione che chiude pagina della sanità cosentina

I FATTI

La storia della piccola Cloe Grano continua nel suo percorso giudiziario nelle aule del Tribunale. Oggi sono stati sentiti i periti nominati dal Gip/Gup i quali ancora una volta hanno confermato che “non c’è nesso di causalità tra la loro condotta e l’evento morte”. La bimba di appena quattro mesi, muore nell’ospedale Santobono di Napoli dove arrivò in gravi condizioni nell’aprile del 2014 dopo vari ricoveri nell’ospedale di Cosenza. Cloe era stata colta da un’invaginazione intestinale, una sorta di “tappo” che impedisce al cibo e all’acqua di fluire nell’intestino correttamente. la bimba fu trasferita d’urgenza a Napoli. I medici capito il problema avrebbero operato d’urgenza ma cloe muore dopo tre giorni anche a causa dei danni cerebrali subiti.

Durante il percorso giudiziario furono disposte molte perizie. Ma sia la perizia ultima, dunque, ma anche le precedenti consulenze dei pubblici ministeri di Napoli, una perizia fatta dal luminare Villani che aveva eseguito l’incidente probatorio già con l’allora Gip Branda, poi la perizia del professore Riccio di Messina: ognuno escluse la responsabilità dei medici; tutti i professionisti coinvolti nella vicenda dei pubblici ministeri, del Gip e poi del Gup esclusero la responsabilità.